Family and Media

familyandmedia.eu

You are here: Home Argomenti Associazioni Braccialetti rossi, una serie tv educativa e divertente sui giovani che soffrono

Braccialetti rossi, una serie tv educativa e divertente sui giovani che soffrono

E-mail Stampa

20140225 braccialetti rossi

Immaginate un ospedale, un po’ distante dal centro abitato di una città, in cui dei ragazzini siano costretti a rimanere mesi o anni, per motivi differenti.

Ad esempio per tumori, coma, anoressia, difficoltà cardiache, lesioni per incidenti. Immaginateli chiusi tra quelle pareti, giorno e notte, immersi nell’odore dei medicinali e circondati da apparecchiature, macchinari, volti cupi di altri pazienti o familiari in agonia.

Immaginate questi ragazzi, dagli 8 ai 18 anni, che passano la vita a spostarsi da un letto a una sedia a rotelle, da una sala operatoria a un reparto; invece di andare a scuola, di giocare, di fare bagni al mare. Immaginateli a lottare tra la vita e la morte, quando dovrebbero solo spalancare le braccia ad un futuro che li attende.

Ora, però, cercate di figurarvi questi stessi ragazzini che parlano, ridono, piangono insieme: uniti nelle loro sofferenze.

Immaginateli a confidarsi le paure prima di un intervento, ad abbracciarsi dopo una bella notizia, a sdrammatizzare e farsi coraggio quando comincia per qualcuno di loro un nuovo calvario. Immaginateli a mettere da parte ciascuno un po’ del proprio dolore per portare anche i pesi degli altri.

Immaginate che questi ragazzi abbiano creato un vero e proprio gruppo di amici, al quale si possa accedere portando al polso una striscia rossa; un pezzo di plastica che indicherebbe solamente che si è subito un intervento, se loro non la avessero fatta diventare simbolo di coraggio, fiducia, lealtà, condivisione. Immaginate, cioè, che una striscia di plastica infilata al polso di un malato possa diventare, grazie alla fantasia e alla voglia di vivere, un braccialetto rosso.

Se siete stanchi di immaginare, potete andare a guardare la serie tv “Braccialetti rossi”, che ha portato sullo schermo ciò che noi abbiamo descritto in pochissime righe.

“Braccialetti Rossi” è una serie tv italiana che prende vita della serie catalana Polseres vermelles, ispirata alla storia vera dello scrittore spagnolo Albert Espinosa che, malato di cancro per dieci anni, è riuscito a guarire, raccontando poi la sua esperienza in un libro.

La serie ha avuto due stagioni: la prima, composta da 6 episodi, è andata in onda dal 26 gennaio al 2 marzo 2014. La seconda, composta da 5 episodi, è stata trasmessa dal 15 febbraio 2015 al 15 marzo 2015. È prevista anche la produzione di 6 nuovi episodi, che comporranno la terza stagione: le riprese inizieranno nell'estate del 2015. Insieme alla terza stagione, viene confermata anche la produzione della quarta stagione, che andrà in onda nel 2017.

Certamente, è di amore umano che si tratta, quindi con tutte le “imperfezioni del caso”. Anche in “Braccialetti Rossi”, a volte, prevalgono orgoglio, rabbia, presunzione, volubilità, vittimismo. Vi sono brusche litigate e allontanamenti, non sempre c’è fiducia nell’altro, manca a volte comprensione autentica. E capita che la vicinanza degli altri non basti per placare la disperazione.

Anche nella vita di coppia, poi, ci sono talvolta delle mancanze: essa appare un po’ instabile, immatura, soggetta agli umori e all’egoismo.

Tuttavia, colpisce come l’unità riesca sempre, alla fine, a vincere sulla divisione, l’amicizia sulla discordia, la volontà di lottare insieme sulla tentazione di isolarsi e di soffrire da soli.

“Più forte della morte è l’amore”, “Vale sempre la pena vivere”, “Il dolore fa crescere”, “Un peso portato in due pesa la metà”, “L’unione fa la forza”. Potremmo andare avanti all’infinito con quelle che per taluni sono solo “frasi fatte”, pensate per addolcire afflizioni inconsolabili, ma che in “Braccialetti rossi” sembrano verità così reali e tangibili che obbligano se non altro a riflettere.

Ingenuità? Ipocrisia? Cosa si nasconde dietro all’ostinata ricerca di amore, di condivisione e di speranza di chi vive nella sofferenza?

Una possibile risposta ce la danno coloro che amano definirsi disillusi: “L’uomo, quando sente che sta perdendo tutto, ha bisogno di aggrapparsi a qualcosa. Ecco perché ci inventiamo la solidarietà, la vita dopo la morte, l’amicizia che fa superare gli ostacoli”.

Questa serie di successo, invece, ci dà un’altra risposta. Anzi, forse, più che darci una risposta ci invita a farci una domanda: e se fosse l’esatto contrario?

Se l’uomo fosse fatto per l’amore, per la solidarietà, per il dono di sé, per l’amicizia vera e le “situazioni più estreme” non facessero altro che ricordarglielo? Se il dolore non fosse la musa ispiratrice delle illusioni, ma piuttosto una bussola che indica ciò che conta davvero; che conduce l’uomo a capire l’essenziale, proprio quando tutto il resto sta ormai per svanire?

Viene da pensare che il segreto del successo di “Braccialetti Rossi” si trovi nel fatto che è un riuscito inno alla vita: alla vita in ogni caso, alla vita dal principio fino alla fine, ma soprattutto, un inno alla vita vissuta in comunione con altri.

“Un po’ li invidio, sai? Stanno male, ma sono insieme. Si vogliono bene. Grazie a questa serie, ho capito che è meglio soffrire insieme, che avere la salute ma vivere senza amore, nella solitudine”. (cit. Federica, una fan di “Braccialetti Rossi”).

 

Registrati alla nostra newsletter per essere sempre aggiornato su Familyandmedia. Basta solo un minuto del tuo tempo ed è completamente gratuita.

 

Family and Media Mobile

Get it on Google Play

Pubblicazioni e Documenti

pdf-icoLa famiglia nei mezzi di comunicazione: Evangelizzazione ed evangelizzatori
Download
pdf-icoMessaggio del Santo Padre Francesco per la XLIX Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali.
Download
pdf-icoL'amore che porta nuova vita nel mondo – Il Rabbino Sacks sull'istituzione del matrimonio.
Download

 

pdf-icoRicordiamo che questo è un sinodo sulla famiglia.
Divorzio, annullamento e contraccettivi certamente hanno il loro impatto sulla vita famigliare, ma di sicuro un impatto negativo.

Download
pdf-icoIl linguaggio creativo: decodificazione, contestualizzazione e difesa dell'identità umana
Download

 

pdf-icoFamiglia o famiglie? Verso una migliore comprensione dell’umanizzazione e della generatività
Testo della conferenza del prof Malo tenutasi a Budapest il 5 Febbraio 2014 durante un convegno organizzato dalla Pázmány Péter Catholic University
Download
pdf-icoReti Sociali: porte di verità e di fede; nuovi spazi di evangelizzazione.
Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la XLVII Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali
Download
pdf-icoLa Familiaris consortio trent'anni dopo.
Cardinale Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna. Bologna, Associazione AMBER, 22 gennaio 2012.
Download
pdf-icoRelazioni familiari, le loro rappresentazioni mediatiche e relazioni virtuali. Norberto González Gaitano (Pontificia Università della Santa Croce). Biblioteca “Giovanni Spadolini” del Senato della Repubblica Italiana. Giornata Internazionale della Famiglia 2011, 13 maggio 2011.
Download
pdf-icoLa comunicazione di moda - di Paolo Braga e Armando Fumagalli. E’ uscita da poco in libreria (novembre 2010) una nuova edizione, rinnovata e aumentata del fortunato e importante volume di Gianfranco Bettetini e Armando Fumagalli, Quel che resta dei media, Angeli, Milano (la prima edizione è del 1998).
Download
pdf-icoEducare ai media e con i media. L’intervento di Armando Fumagalli al corso Aiart di Mazara del Vallo (28 marzo 2010) ha ripercorso in parte i contenuti del seguente testo, scritto insieme a Paolo Braga.
Download
pixar_venezia_50_50La Pixar a Venezia
Armando Fumagalli
Leggi l'articolo
pdf-icoTesto della conferenza: Famiglia e mezzi di comunicazione sociale dal VI Incontro Mondiale delle Famiglie in Messico DF il 15 di gennaio di 2009
Norberto González Gaitano
Download
giovanni_paolo_ii_50_50Messaggio del Santo Padre Giovanni Paolo II per la XXXVIII giornata mondiale delle Comunicazioni Sociali
"I media in famiglia: un rischio e una ricchezza"
Download
giovanni_paolo_ii_50_50Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la XLIII giornata mondiale delle Comunicazioni Sociali
"Nuove tecnologie, nuove relazioni. Promuovere una cultura di rispetto, di dialogo, di amicizia"
Download
Privacy Policy