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Avere un figlio Down è davvero qualcosa di speciale per una famiglia

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Essere nati in una famiglia numerosa ha influito molto sulla visione della vita di Carmen e Guillermo, una coppia di genitori di La Coruña, città a nord della Spagna. Carmen infatti ha tre fratelli mentre nel caso di Guillermo sono addirittura otto.

Entrambi sono convinti degli enormi benefici ricevuti dall’essere nati e aver vissuto in una famiglia con tanti figli. Si imparano tante cose, come ad esempio ad essere altruisti, dividendo le proprie cose con gli altri familiari, oppure ad essere tolleranti, abituandosi alle lamentele o ai dispetti del fratello o sorella. Insomma, nascere in una famiglia numerosa aiuta a stare meglio in società quando si è grandi e a sviluppare meglio certe sensibilità e certi valori.

La nascita del primo figlio Guillermo

Carmen e Guillermo sono una coppia giovane, e hanno seguito il solco tracciato dai loro genitori. Loro hanno tre figli: Guillermo di 5 anni, Carmen di 3 anni e Catalina di 11 mesi. La nascita del loro primo figlio è stata speciale. Guillermo infatti è affetto dalla sindrome di Down, circostanza che è stata vissuta dai suoi giovani genitori inizialmente con sorpresa e smarrimento. Non se lo aspettavano e non sapevano che vita avrebbe potuto avere il loro piccolo Guillermo. Sarebbe stato felice come gli altri o avrebbe sofferto per la sua condizione? La sindrome di Down, in parole semplici, è un’anomalia genetica. I bambini down presentano un grado variabile di ritardo nell’apprendimento e nel linguaggio e capacità motorie ridotte che possono andare da lievi a gravi. Inoltre sul piano emotivo, sociale e intellettuale maturano più lentamente. Come ogni coppia che si ritrova in questa situazione, anche Carmen e Guillermo hanno vauto tanti pensieri e preoccupazioni. Timori, paura di sentirsi tagliati fuori dal mondo, la sensazione che nulla sarebbe stato più come prima, o che gli altri li avrebbero evitati. Ma sicuramente anche il fatto di essere nati in una famiglia numerosa, è stato di grande aiuto. Passato il primo momento di naturale paura infatti, la giovane coppia si è fatta subito forza, accettando questa nascita con gioia e convinzione. Avevano capito che in realtà le loro preoccupazioni erano solo pensieri che nascevano dalla paura dell’ignoto.

Crescere un figlio con la sindrome di Down: tra sfide e soddisfazioni

E la loro vita da quel giorno è davvero cambiata. Guillermo infatti ha portato in casa allegria, coesione, gioco, dialogo, amore. Ma soprattutto ha insegnato ai suoi genitori la cosa più importante: saper guardare sempre avanti. Certo, non è tutto semplice. Il piccolo Guillermo richiede cure, una buona dose di pazienza in certi casi, attenzioni speciali, ma l’amore e il sorriso con cui contraccambia i suoi genitori, ripaga ogni sforzo e fatica. Avere un figlio Down è davvero qualcosa di speciale per una famiglia. Porta grande allegria e unione tra fratelli e genitori. Si diventa tutti più empatici, sensibili e tolleranti verso il prossimo. Ma soprattutto più equilibrati, perché si impara a capire quali sono nella vita i problemi e le difficoltà reali. Ma quale è il segreto per crescere bene un bambino down? Tutti gli esperti sono d’accordo nell’affermare che la prima cosa è l’amore! Chi ha la sindrome di Down è prima di tutto una persona come le altre, che ha bisogno per il proprio sviluppo di premure, affetto, educazione ai valori e relazioni sociali proprio come chiunque altro. Carmen e Guillermo sostengono che avere un bambino down ha unito ancora di più la loro famiglia. Gli altri figli diventano meno egoisti e più empatici e capiscono meglio il fratello che ha il problema. E allora è proprio il caso di dirlo, le soddisfazioni superano i sacrifici.

La giornata mondiale sulla sindrome di Down

La giornata mondiale sulla sindrome di Down ci ricorda ogni anno che dobbiamo impegnarci tutti a lottare contro i cattivi pregiudizi e promuovere una nuova cultura della diversità e una maggiore integrazione. Per le persone disabili infatti, il benessere è rappresentato soprattutto da una maggiore integrazione nel contesto sociale e lavorativo. Un bellissimo spot che ha commosso tutto il web sottolinea proprio questo importante aspetto. A tal riguardo leggi il nostro articolo “Cara futura mamma…” per approfondire e guarda ora lo spot!

 

Nota: articolo rielaborato liberamente da La Revista de las Familias Numerosas, anno 2015

 

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